Il flat web design è un trend o una vera e propria rivoluzione?

La più recente novità nel web design è l’approccio di tipo “piatto”
Il flat web design per l’appunto!

Il flat web design ... un trend o vera rivoluzione?Ogni tanto nuovi modi di “fare qualcosa” si insinuano nella nostra vita e nelle nostre abitudini lavorative. Ragione di ciò può essere il fatto che cambiando i gusti personali e nascono nuove tecnologie. Ma forse più semplicemente c’è la voglia di seguire una tendenza, una moda. Una recente nuova abitudine nel web design è l’approccio di tipo “piatto”, il flat web design per l’appunto. Piatto in questo caso non è da intendersi in modo dispregiativo, ma descrive un modo nuovo di disegnare il web.

Negli anni scorsi abbiamo assistito a siti iperbolici dal punto di vista della grafica, conditi di animazioni e ricercatezze grafiche spinte all’estremo. Era una rincorsa continua all’esasperazione grafica, quasi fosse l’unico modo di distinguersi dalla massa. Ora con il web design piatto, stiamo facendo un passo verso l’accettazione della natura unica e astratta del web, dove contano molto di più i contenuti dell’esteriorità in se. Ma abbiamo a che fare con una tendenza temporanea, o siamo di fronte ad una rivoluzione nel nostro modo di disegnare per il web? Personalmente credo ci siano 5 buoni motivi per cui il web design piatto potrebbe essere una buona nuova abitudine:

1. Web design piatto è onesto
Probabilmente il concetto di base del design piatto è che è “onesto”. Ma cosa significa “onesto”? Semplice: il design piatto riconosce la natura dimensionale del design del vostro schermo. Non vi è alcun tentativo di aggiungere effetti tridimensionali e far pensare all’utente che sta interagendo con tutt’altro rispetto ad uno schermo piatto.
Non ci sono ombre, sfumature, schemi, effetti 3-D o elementi di progettazione che rappresentano cose reali. Il design piatto si avvale dei colori, dei font, di spazi bianchi e di un sistema a griglia rigida per una interfaccia chiara e usabile.

2. Web design piatto è trendy
Molte nostre abitudini provengono dal mondo della moda. Vogliamo rimanere aggiornati ed è per questo seguiamo le tendenze. Il design piatto attualmente è di moda – è fresco, chiaro, luminoso, moderno. Va di pari passo con le altre tendenze nel web design, come ad esempio l’uso di font corposi e molti spazi bianchi. Inoltre l’utilizzo di colori brillanti sta trovando nuova vita grazie alla consapevolezza di designer moderni.
Come con qualsiasi altra tendenza, non possiamo sapere per quanto tempo durerà. Potrebbe essere una fase, ma potrebbe anche innescare una piccola rivoluzione nel campo del web design. Finché non sapremo cosa accadrà, cerchiamo almeno di non seguire la tendenza alla cieca. Prima di “appiattire” il design del vostro sito, assicuratevi che il vostro target di utenti sia pronto e i vostri contenuti ben si adattino a questo scopo.

3. Web design piatto è usabile
Il flat web design (basta chiamarlo piatto, chiamiamolo con il suo nome n.a.) non solo è molto attraente a prima vista, ma è anche molto usabile – se fatto bene, ovviamente. L’idea di base è quella di rimuovere tutti gli elementi di distrazione per concentrarsi solo sul contenuto e gli obiettivi degli utenti. Utilizzare quindi solo segnali visivi come colori e font per guidare gli utenti ed aiutarli a raggiungere i loro obiettivi.
Ma il solo evitare distrazioni non rende di per sè un design flat anche minimale. Questo è dove la cosa si fa più complicata. Rendete il più chiaro e semplice possibile il vostro design ma assicuratevi di non rimuovere le indicazioni e info essenziali per gli utenti (menu di navigazione, tasto home, ecc …). Insomma non complicate la vita agli utenti solo perchè volete essere minimalisti.

4. Web design piatto è veloce
Il flat web design ispira efficienza e professionalità. Mancando delle distrazioni, il vostro messaggio sarà chiaro ed essenziale. Non solo sarà comunque possibile raggiungere i vostri obiettivi, ma state certi che sarà possibile farlo in un lasso di tempo più breve. Non parlo solo del tempo medio di caricamento del sito, che è una componente oggi fondamentale (basta che pensiate a quanto fastidioso è attendere inutilmente) ma faccio riferimento all’impressione che farete agli utenti. Spesso mi imbatto in siti per così dire altezzosi … e credetemi, non fanno bella impressione! Non dico che vantarsi della propria attività è una brutta cosa, ma se si riusciamo a convincere i visitatori che troveranno ciò che stanno cercando – ancor prima di iniziare a leggere nel dettaglio – avremo superato un grosso ostacolo, in termini di conversioni.

5. Web design piatto è scalabile
Ultimo buon motivo per pensare ad un design flat, ma non per questo meno importante, è il fatto che il flat web design è facilmente scalabile (responsive/adaptive). Questo è in linea con un altra recente tendenza nel web design: i siti responsive. La navigazione da dispositivi mobile è in costante crescita e dobbiamo sempre tenere in considerazione il fatto che il nostro sito deve adattarsi a diverse dimensioni dello schermo. Per approfondire l’argomento in questione vi rimando al nostro articolo dal titolo “Ho davvero bisogno di un sito responsive?
Tenete sempre presente che mentre immagini realistiche o altri effetti di design possono essere difficili da adattare allo schermo di uno smartphone, elementi di flat web design possono facilmente adattarsi anche a schermi più piccoli.

Secondo voi questa è più una tendenza o una vera e propria rivoluzione? Cosa ne pensate del flat web design, di cui anche il nostro sito ne è un esempio? È qualcosa da prendere seriamente in considerazione o è semplicemente una tendenza destinata a non durare?

10 consigli per il successo della vostra strategia di social media

Studi recenti dimostrano che ben il 72% delle aziende che hanno una presenza sui social media, non dispone di una strategia chiara e ben definita da mettere in atto. Senza una strategia di social media ben definita, costruire una presenza di successo e ispirare nel cliente fiducia, è quasi impossibile!

10-consigli-per-strategia-social-mediaSe anche la vostra azienda rientra in questo 72%, la buona notizia è che non siete soli. Se state per sviluppare la vostra prima strategia di social media o volete migliorare quella in atto, perché non sta dando proprio i frutti sperati, spero che quello che troverete in questo articolo possa esservi d’aiuto nell’ottenere il massimo di presenza social per la vostra azienda.

1) Scegliete un canale sociale e fatelo bene

Se non disponete già di una strategia social, potrebbe essere scoraggiante capire da dove iniziare. Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube, Google, Pinterest, Blogging, Slideshare, Tumblr … ci sono centinaia di piattaforme di social media engagement. Ma quale scegliere? In primo luogo, stabilite un canale di social media che meglio si adatta ai vostri obiettivi di business e al livello di impegno al quale mirate. Certo sarà sempre possibile far crescere ulteriormente la vostra presenza su altri canali, ma sceglierne uno e investire tempo e risorse per farlo bene, è un ottimo modo per iniziare senza essere sopraffatti.

2) Essere Social Engagement

Le aziende che hanno una “bella presenza” del marchio su un canale social, ma fanno poco per interagire e confrontarsi con i loro fan e seguaci non si faranno del bene nel lungo periodo. Se i vostri potenziali clienti arrivano sulle vostre pagine social e fanno domande, lasciano commenti o raccontano storie ma non ricevono alcuna risposta da parte della vostra società, non rimarranno certamente fedeli per molto tempo. C’è bisogno che qualcuno interno alla vostra azienda si faccia carico del servizio di “sportello virtuale” e fornisca le risposte ai clienti, così come ci si aspetterebbe di trovare in un negozio. In poche parole: quando le persone chiedono informazioni sulla pagina social, è scortese ignorarli. Se non avete le risorse per impegnarvi in tali conversazioni social, non siete pronti a mettere in atto una strategia social.

3) State ascoltando?

Prendete seriamente in considerazione ciò che le persone dicono? Sappiate che ci sono una serie di strumenti di monitoraggio social disponibili, più o meno sofisticati e più o meno costosi. Usufruire di strumenti completi di controllo è fondamentale per una corretta strategia social. Un buon strumento dovrebbe essere in grado di tenere traccia delle menzioni attraverso una varietà di canali digitali, tra cui articoli online, blog, comunicati stampa, forum e canali social pubblici. Ma cosa si deve “ascoltare”?

Il primo monitoraggio da impostare dovrebbe essere legato alle parole chiave associate al vostro marchio o prodotto. Ma estendendo l’ascolto a parole chiave del vostro settore, nomi di concorrenti, parole chiave del prodotto e altri termini correlati troverete molti dati interessanti. Saprete quali conversazioni stanno prendendo forma online e ciò vi potrà aiutare a capire i vostri clienti e le loro esigenze. Tutto ciò significa che è possibile vendere in modo molto più efficace.

4) Stabilire una politica interna

Se la vostra azienda richiede di avere una politica interna che disciplina la partecipazione dei collaboratori nei canali social, è importante che anche voi abbiate un posto in tale organizzazione. Ho visto politiche social che vanno dalla pubblicazione di un paio di paragrafi a molte pagine … aziende differenti hanno esigenze diverse, naturale. Indipendentemente dai regolamenti presenti è bene aderire ed è una buona norma precisare ciò di cui si potrà e non potrà parlare. Alcuni dei migliori promoter social sono proprio i dipendenti e collaboratori e l’azienda.

5) Eliminare il rumore

Come visto, molte aziende ricorrono alla conversazione social senza un piano preciso, che può spesso portare ad account creati sull’onda del entusiasmo e poi rapidamente abbandonati. Se il vostro brand ha profili social “dormienti”, prendere tutte le misure necessarie per rimuoverli. Un eccesso di account inattivi può creare confusione nei clienti.

Allo stesso modo, è importante considerare con attenzione il numero di account aziendali che la vostra azienda richiede, per essere efficace in ogni canale social. Per esempio, alcune aziende hanno più account Twitter per rispondere a specifiche esigenze del pubblico come ad esempio uno per la messaggistica di marketing, un altro per il supporto e altri ancora per il target internazionale.

Nella maggior parte dei casi, gli account multipli non sono necessari e la cosa deve essere evitata a meno che non si disponga di specifici obiettivi di business che meritano più canali di comunicazione.

6) Fattore Umano

I clienti amano i brand, ma vogliono comunicare e connettersi con le persone. Anche durante la pubblicazione di social messaging a nome del vostro brand, è bene lasciare che il pubblico social sappia chi si cela dietro il logo. Per esempio, alcune aziende firmano i tweet con un nome o un insieme di iniziali, soprattutto se un certo numero di rappresentanti gestione di un flusso sociale della società.

In questo modo i clienti si sentono come se fossero davvero in contatto con un essere umano reale e dà loro un maggior senso di connessione, con i rappresentanti della società. Ciò aiuta anche il cliente nell’avere una certa coerenza nelle comunicazioni. Se si utilizza il social per smaltire le richieste di servizio generate dai clienti, l’aggiunta di un elemento di contatto umano è particolarmente utile.

7) Non ignorare i social all’interno di una crisi

Le cose accadono. A nessuno di noi piace, e tutti facciamo del nostro meglio per evitarlo, ma a volte le cose vanno male al di la del nostro controllo. Se si dispone di canali social attivi, è importante avere un piano nel caso si debba gestire una situazione di crisi prima della crisi stessa. Non si può lasciare tutto al caso, in quanto può solo peggiorare le cose.

8) Proteggere il marchio

É fin troppo facile che ci scappi accidentalmente qualcosa su Tweet o Facebook, mentre si sta utilizzando il proprio account personale e in alcuni casi ciò può portare a conseguenze “disastrose” per il marchio. Ok forse parlare di “disastroso” è esagerato, ma fate sempre attenzione perchè pare che ciò accada ogni settimana. Alcune aziende sono abbastanza esperte per arginare la cosa, ma sono casi rari e quindi è meglio evitare a tutti i costi situazioni spiacevoli. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere a professionisti esperti di social media marketing, ai quali far gestire la vostra comunicazione.

9) La Rivoluzione mobile-social è alle porte

Secondo dati Nielsen (Social Media Report 2012), il tempo speso nel 2012 grazie a mobile apps social è pari al 76% e il 30% del tempo totale speso su un dispositivo mobile è speso per “surfare” sui social network.

Di conseguenza, assicuratevi che la vostra presenza social, risponda anche alle esigenze dei clienti di telefonia mobile. Ciò include mappe, indicazioni stradali, numeri di telefono e altri servizi di geo-localizzazione sui siti social. Inoltre, dato che il 73% dei consumatori dichiara di aver utilizzato il proprio cellulare in un negozio per attingere informazioni sui prodotti e/o l’assistenza, sarebbe bene offrire contenuti attraverso i siti social che si rivolgano ai cosiddetti consumatori in-store.

10) State sempre aggiornati

Una cosa sui social media è sicura … il cambiamento è sempre all’orizzonte! Alcuni guadagnano o perdono popolarità molto rapidamente e spuntando nuove funzioni ogni giorno, il che è al tempo stesso emozionante, ma anche un po’ snervante. Date un’occhiata a Pinterest. Un anno fa, ben pochi ne avevano sentito parlare, ed ora è il social media in più rapida ascesa nella storia, e gode di una crescita pari al 400% su base mensile.

Controllare spesso per vedere quali nuove funzionalità o plugin potrebbero essere stati messi a disposizione sui canali social che già utilizzate.Fate spesso una “passeggiata” in giro per le pagine di altre aziende o brand (anche competitor) per trarre ispirazione dalle possibilità offerte. É divertente e utile imparare dagli altri.

Il social media è senza dubbio ancora nelle sua fase iniziale e continua ad evolversi rapidamente. Quale che sarà il paesaggio social tra 1 anno, 5 anni o 10 anni è difficile ipotizzarlo. Facebook e Twitter saranno ancora li a primeggiare? Non è facile rispondere, ma di certo questo significa che dobbiamo tenere d’occhio il presente e avere sempre uno sguardo all’orizzonte … e noi saremo qui a raccontarvelo!

Ho davvero bisogno di un sito responsive?

Responsive è la parola chiave che imperversa da qualche anno nel mondo del web design, ed è impensabile oggi per chiunque voglia realizzare un nuovo sito evitare di porsi la domanda “Ho davvero bisogno di un sito responsive?”

responsive_site_algoritmaInnanzitutto, cosa si intende con la parola RESPONSIVE?

Il web è pieno di risorse che potete consultare per farvi una cultura in materia (a fondo pagina ho messo il link di una lettura da cui potete cominciare), ma in estrema sintesi possiamo definire responsive un sito web il cui layout si adatta al dispositivo che lo sta visualizzando, indipendentemente dalla risoluzione utilizzata.

A differenza del passato quindi niente più contenitori con grandezze fisse e immutabili, o pagine larghe esattamente 1024 pixel solo perchè quella era la larghezza della maggior parte dei monitor e il sito semplicemente risultava equilibrato così: certo, funzionava, ma solo perchè ancora nessuno si era inventato dei tablet con risoluzioni improbabili tipo 720×480 pixel o simili!

A pensarci bene oggi sembra la soluzione più logica: perchè ostinarsi a definire delle dimensioni fisse quando gli strumenti (html,css) ci permettono di definire contenitori con larghezze in percentuale che si adattano alle diverse risoluzioni di qualsiasi tipo di monitor? Il web non dovrebbe essere già per sua natura responsive?

Ecco, da un punto di vista tecnico direi che realizzare un sito responsive significa proprio questo: avere un unico layout che funziona su tutti i dispositivi, smartphone, tablet, computer e sperabilmente qualsiasi dispositivo venga inventato nei prossimi anni che abbia lo stesso tipo di esperienza utente.

Queste considerazioni, unite al clamoroso boom che negli ultimi anni hanno avuto tablet e smartphone (boom che, fra parentesi, non accenna a diminuire), fanno capire come nessuno oggi possa permettersi di rinunciare ad avere un sito responsive, nemmeno un azienda che fa serramenti per infissi, tanto per fare un esempio. Senza contare che lo sforzo per realizzarlo è decisamente basso rispetto al costo che comportava fino a pochi anni fa realizzare una versione del proprio sito per i dispositivi mobile (costo che era praticamente pari alla realizzazione della versione desktop).

Concludo con alcuni dati davvero interessanti: da una breve analisi delle statistiche di alcuni siti che abbiamo in gestione ho rilevato che la percentuale di utenti che navigano con smartphone o tablet sul totale delle visite, va da un minimo di 7% , per un sito fra l’altro non responsive e quindi decisamente poco fruibile soprattutto da smartphone, fino a un 25% per un altro che è invece perfettamente responsive.

Non vi ho ancora convinto?

 

Riferimenti