Perché molti portali eCommerce B2B non funzionano davvero

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Portali eCommerce B2B: cosa li rende davvero utili a clienti e commerciali

Molte aziende B2B hanno già digitalizzato almeno una parte delle vendite: area riservata, catalogo online, riordino, documenti, disponibilità dei prodotti.

Poi si guarda a come vengono gestiti davvero gli ordini e si scopre che email, telefonate, PDF ed Excel continuano a sostenere una parte importante del processo.

È una situazione che incontriamo spesso nei progetti B2B su cui lavoriamo. Scopri come progettiamo eCommerce B2B integrati con i sistemi aziendali.

Il portale esiste e tecnicamente funziona, ma clienti e commerciali continuano ad aggirarlo quando devono gestire listini personalizzati, disponibilità, preventivi, ordini complessi o semplicemente trovare un’informazione affidabile.

È qui che si gioca una parte importante del successo di un eCommerce B2B: quanto riesce a entrare nel processo commerciale reale dell’azienda.

Un buon portale B2B deve quindi fare qualcosa di molto concreto: rendere più semplice lavorare con l’azienda, sia per chi compra sia per chi vende.

Quando un portale eCommerce B2B funziona davvero?

Un portale B2B efficace permette a clienti e rete commerciale di lavorare sugli stessi dati e sugli stessi processi.

In concreto dovrebbe:

  • mostrare prezzi, disponibilità e condizioni commerciali affidabili;
  • gestire cataloghi e listini specifici per cliente;
  • semplificare ordini ricorrenti e riordini;
  • supportare preventivi, approvazioni e ordini complessi;
  • integrarsi con ERP, CRM, PIM e altri sistemi aziendali;
  • dare autonomia al cliente sulle attività ripetitive;
  • permettere al commerciale di intervenire quando la vendita richiede supporto.

 

Il punto decisivo è l’adozione.

Se per un cliente ordinare via email rimane più semplice, continuerà a usare l’email. Se il commerciale deve controllare sul gestionale che il prezzo mostrato sia corretto, difficilmente inviterà il cliente a usare il portale.

Per questo il successo di un progetto eCommerce B2B si misura anche nella sua capacità di diventare parte del lavoro quotidiano.

Perché molti portali B2B vengono utilizzati poco

Le cause possono essere tecnologiche, organizzative o legate all’esperienza utente. Nella maggior parte dei progetti, però, emergono alcuni pattern ricorrenti.

I dati presenti nel portale non sono abbastanza affidabili

Il cliente B2B compra sulla base di informazioni molto precise.

Ha bisogno di sapere:

  • quale prezzo gli è stato riservato;
  • quali prodotti può acquistare;
  • quanta merce è disponibile;
  • quali condizioni di pagamento gli sono state assegnate;
  • quali tempi di consegna aspettarsi;
  • quali quantità minime o multiple deve rispettare.

 

Quando queste informazioni non coincidono con ciò che il cliente riceverebbe parlando con il commerciale, il portale perde rapidamente credibilità.

E basta poco.

Un prezzo non aggiornato, una disponibilità errata o un prodotto che dovrebbe essere acquistabile e invece non compare nel catalogo possono riportare il cliente alla modalità precedente: una telefonata o un’email alla persona di fiducia.

Il portale non riflette le vere regole commerciali

Nel B2B raramente tutti i clienti comprano allo stesso modo.

Possono esistere listini differenti, scontistiche negoziate, assortimenti riservati, minimi d’ordine, pack specifici, condizioni di pagamento personalizzate, ruoli diversi all’interno della stessa azienda cliente e processi autorizzativi.

A volte esistono eccezioni costruite in anni di rapporti commerciali.

Se il portale riesce a rappresentare solo il processo standard, una parte significativa degli ordini continuerà inevitabilmente a essere gestita fuori dalla piattaforma.

Il problema diventa quindi capire quali regole debbano essere portate nel digitale, quali possano essere semplificate e quali richiedano ancora l’intervento di una persona.

eCommerce, ERP, CRM e PIM lavorano come sistemi separati

Uno dei nodi più frequenti emerge quando ricostruiamo il percorso completo di un ordine.

Il catalogo può vivere nell’eCommerce, le informazioni tecniche nel PIM, prezzi e disponibilità nell’ERP, le condizioni commerciali in altri sistemi e parte della relazione con il cliente nel CRM o direttamente nella conoscenza del commerciale.

Finché questi elementi rimangono separati, è difficile chiedere al portale di diventare il punto di accesso principale per il cliente.

Per questo l’analisi di un progetto B2B parte dai processi prima ancora che dalla piattaforma.

Quali dati servono per concludere un ordine?
Dove si trovano?
Quale sistema li governa?
Quali eccezioni vengono gestite oggi manualmente?
Quali attività possono essere automatizzate?
Dove serve ancora il contributo del commerciale?

Sono domande meno visibili della scelta della tecnologia, ma spesso determinano molto di più il risultato finale.

Usare il portale richiede più tempo dell’alternativa

Un cliente che ordina gli stessi venti articoli ogni due settimane difficilmente vuole ripercorrere ogni volta un catalogo completo.

Vuole ritrovare rapidamente ciò che acquista abitualmente, duplicare un ordine, inserire direttamente gli SKU o caricare una lista prodotti.

Un buyer che deve chiedere l’approvazione del proprio responsabile ha esigenze diverse.

Un cliente che gestisce più sedi potrebbe dover acquistare per organizzazioni differenti dallo stesso account.

La UX B2B parte quindi dalla comprensione delle attività ricorrenti.

Quanto velocemente il cliente riesce a completare ciò che è entrato nel portale per fare?

Se una procedura online richiede più passaggi rispetto all’invio di un foglio Excel, il foglio Excel continuerà ad avere un vantaggio competitivo.

Il commerciale percepisce il portale come un concorrente

Anche questo è un problema di progettazione.

Un eCommerce B2B può gestire bene riordini, consultazione di documenti, disponibilità, richieste di preventivo e altre attività ripetitive, liberando tempo commerciale per trattative, consulenza e sviluppo degli account.

Perché questo accada, però, la rete vendita deve vedere il portale come uno strumento che la aiuta.

Accesso agli account cliente, possibilità di assistere l’utente, visibilità sugli ordini, storico delle interazioni e informazioni coerenti tra i diversi touchpoint possono trasformare il canale digitale in uno strumento operativo anche per il commerciale.

Self-service e rete commerciale devono lavorare insieme

Le aspettative dei buyer B2B sono ormai distribuite su più canali.

La ricerca B2B Pulse 2024 di McKinsey, condotta su quasi 4.000 decision maker in 13 Paesi, mostra una distribuzione ormai consolidata: circa un terzo dei buyer preferisce interazioni in presenza, un terzo interazioni da remoto e un terzo modalità digital self-service nelle diverse fasi del processo d’acquisto.

La stessa ricerca rileva inoltre che un buyer utilizza mediamente dieci touchpoint durante il proprio percorso.

La conseguenza per le aziende B2B è importante.

Il portale eCommerce non deve necessariamente assorbire ogni interazione commerciale. Deve permettere al cliente di scegliere il canale più adatto in funzione di ciò che deve fare.

Riordinare cinquanta prodotti abituali può essere perfetto per il self-service.

Definire un nuovo contratto, costruire una configurazione complessa o negoziare condizioni particolari può richiedere il commerciale.

Tra questi due estremi esistono moltissime situazioni ibride.

Un progetto B2B efficace deve riuscire a gestirle senza creare due mondi separati.

Le funzionalità che aumentano davvero l’adozione di un portale B2B

La lista delle feature possibili è praticamente infinita. Per questo partire dalla tecnologia rischia di portare nella direzione sbagliata.

La domanda utile è:
quali attività compiono più spesso i nostri clienti e dove incontrano oggi maggiore attrito?

Da qui emergono alcune funzionalità ricorrenti.

Dashboard cliente e accesso rapido alle informazioni

Una volta effettuato l’accesso, il cliente dovrebbe poter vedere immediatamente ciò che gli serve: ordini recenti, stato delle spedizioni, documenti, condizioni commerciali, prodotti acquistati frequentemente, richieste di preventivo aperte.

Una buona dashboard riduce navigazione e richieste al customer care.

Cataloghi, prezzi e condizioni personalizzate

Un cliente dovrebbe accedere direttamente al proprio mondo commerciale.

Questo può significare visualizzare:

  • un catalogo specifico;
  • prezzi negoziati;
  • scontistiche;
  • condizioni di pagamento;
  • minimi d’ordine;
  • disponibilità dedicate;
  • promozioni o assortimenti riservati.


La personalizzazione nel B2B ha quindi una funzione operativa molto prima che marketing.

Ordini rapidi e riordino

Per molti business B2B questa è una delle funzionalità con maggiore impatto.

Storico ordini, liste di acquisto, inserimento SKU, caricamento massivo, duplicazione di ordini precedenti e prodotti abituali permettono di ridurre drasticamente i passaggi necessari per acquisti ricorrenti.

Il catalogo rimane importante per la scoperta.

Quando il cliente sa già cosa comprare, la velocità diventa prioritaria.

Richieste di preventivo e negoziazione

Non tutti gli acquisti B2B possono concludersi con un prezzo predefinito e un pulsante “Acquista”.

Per quantitativi importanti, configurazioni particolari o clienti con condizioni specifiche può essere necessario gestire una richiesta di quotazione, una controproposta o l’approvazione da parte del commerciale.

Integrare questi passaggi nel portale permette di mantenere lo storico della trattativa e collegarla direttamente al successivo ordine.

Account aziendali, ruoli e workflow di approvazione

Il cliente B2B è spesso un’organizzazione, non una singola persona.

All’interno della stessa azienda possono esserci utenti che preparano il carrello, responsabili autorizzati ad approvarlo, buyer che effettuano l’ordine e amministrativi che consultano fatture e documenti.

Il portale deve quindi poter riflettere ruoli, permessi e processi decisionali.

Supporto alla rete vendita

In alcuni contesti è utile permettere al commerciale o al customer care di entrare nel contesto del cliente, assisterlo nella composizione di un ordine o visualizzare esattamente ciò che vede.

Sono funzionalità presenti in piattaforme progettate specificamente per l’eCommerce B2B, come OroCommerce, insieme alla gestione di account aziendali, listini, workflow e RFQ.

Ricerca e informazioni prodotto

Nei cataloghi tecnici, trovare il prodotto corretto può essere uno dei problemi principali dell’esperienza di acquisto.

Codici prodotto, attributi tecnici, unità di misura, compatibilità, schede, documentazione, filtri avanzati e prodotti alternativi devono aiutare il buyer a prendere una decisione velocemente.

Qui la qualità dei dati di prodotto diventa parte integrante della UX.

Il portale B2B deve dialogare con i sistemi aziendali

Dietro un’esperienza apparentemente semplice può esserci un’architettura piuttosto complessa.

L’eCommerce deve sapere quale informazione recuperare, da quale sistema e con quale frequenza.

ERP

Gestisce spesso elementi come:

  • anagrafiche clienti;
  • prezzi;
  • disponibilità;
  • ordini;
  • condizioni di pagamento;
  • fido;
  • fatture;
  • spedizioni.

PIM

Può diventare la fonte centrale per:

  • informazioni prodotto;
  • attributi tecnici;
  • descrizioni;
  • immagini;
  • documentazione;
  • traduzioni;
  • categorizzazione.

 

CRM

Può governare:

  • contatti;
  • opportunità;
  • attività commerciali;
  • richieste;
  • storico della relazione.

 

L’architettura corretta dipende dal contesto.

L’obiettivo è definire con chiarezza quale sistema sia responsabile di ciascun dato e come le informazioni debbano muoversi tra le diverse applicazioni.

Quando questa governance manca, il problema emerge inevitabilmente sull’eCommerce: dati incoerenti, aggiornamenti manuali, informazioni duplicate e utenti che non sanno quale fonte sia quella corretta.

 

Un caso concreto: Water Fitters

Un esempio di questo approccio è il progetto sviluppato per Water Fitters, eCommerce B2B di Mondeo dedicato alla vendita europea di prodotti tecnici per il settore idraulico.

Gli obiettivi erano molto concreti: ridurre il costo di gestione degli ordini medio-piccoli, raggiungere nuovi mercati europei e offrire ai clienti professionali un canale digitale attraverso cui lavorare in autonomia.

Il progetto ha richiesto di collegare più componenti.

OroCommerce gestisce l’esperienza eCommerce B2B ed è integrato con il sistema gestionale aziendale e con Akeneo PIM.

Il PIM governa un catalogo composto da oltre 2.000 SKU, più di 200 attributi e circa 50 famiglie di prodotto. Le informazioni tecniche vengono poi utilizzate dall’eCommerce per costruire filtri e tabelle comparative utili alla scelta dei prodotti.

Il portale gestisce inoltre esigenze tipicamente B2B, come differenti modalità di acquisto, scontistiche per quantità e logiche commerciali legate ai diversi mercati.

Il risultato più interessante riguarda però l’adozione.

Dopo il primo anno dal go-live, Water Fitters ha registrato un volume crescente di ordini medio-piccoli transitati attraverso l’eCommerce, l’acquisizione di clienti in nuovi Paesi europei e alcuni clienti già esistenti hanno trasferito la propria operatività direttamente sul portale, scegliendolo come canale preferenziale. 

È un buon esempio di ciò che intendiamo quando parliamo di digitalizzazione del processo commerciale: il valore emerge quando il nuovo canale inizia a essere utilizzato per lavorare davvero.

Dove può entrare l’AI in un portale eCommerce B2B

L’AI sta aprendo possibilità interessanti anche nel commercio B2B.

Può, ad esempio:

  • leggere un ordine ricevuto in PDF e trasformarlo in dati strutturati;
  • supportare la ricerca all’interno di cataloghi tecnici;
  • assistere il buyer nella scelta del prodotto;
  • aiutare il commerciale a recuperare rapidamente informazioni;
  • automatizzare alcune attività di customer service;
  • suggerire riordini o prodotti complementari sulla base dello storico.

 

La ricerca McKinsey rileva una crescita significativa dell’adozione della GenAI nelle organizzazioni commerciali B2B, con applicazioni rivolte sia al cliente sia alla produttività della forza vendita. 

Nel concreto, però, questi strumenti dipendono dalla qualità dell’infrastruttura sottostante.

Immaginiamo un cliente che chieda a un assistente:

“Quanto mi costano 1.500 pezzi di questo articolo e quanti ne avete disponibili?”

Per rispondere correttamente, il sistema deve poter identificare il cliente, conoscere il suo listino e le sue condizioni commerciali, interrogare disponibilità aggiornate e comprendere esattamente quale prodotto stia cercando.

Lo stesso vale per un sistema che legge automaticamente un ordine d’acquisto: deve poter confrontare SKU, quantità, prezzi e condizioni con fonti affidabili.

Per questo, nei progetti B2B, AI, automazioni e nuovi touchpoint acquistano valore quando poggiano su dati e integrazioni già governati correttamente.

Come capire se il portale B2B sta funzionando

Il fatturato generato online è importante, ma racconta solo una parte della storia.

Per capire se il portale sta realmente entrando nei processi commerciali conviene osservare anche indicatori di adozione ed efficienza.

Percentuale di ordini transitati online

Mostra quanto il canale digitale venga realmente utilizzato rispetto a email, telefono, agenti o altri strumenti.

Percentuale di clienti attivi sul portale

Permette di distinguere tra disponibilità della piattaforma e utilizzo effettivo da parte della customer base.

Frequenza di riordino

Può indicare quanto il portale sia diventato utile nelle attività ricorrenti.

Tempo necessario per gestire un ordine

Misurarlo prima e dopo la digitalizzazione aiuta a quantificare l’impatto sui processi interni.

Percentuale di ordini che richiedono un intervento manuale

Se molti ordini online devono comunque essere corretti o reinseriti, parte del beneficio dell’automazione viene perso.

Errori su SKU, quantità e prezzi

Una riduzione degli errori può produrre benefici sia operativi sia sull’esperienza del cliente.

Richieste al customer care

È utile verificare quante richieste riguardino attività che il cliente potrebbe gestire autonomamente: stato ordine, disponibilità, documenti, prezzi o riordini.

Tempo della rete vendita dedicato ad attività amministrative

Uno degli obiettivi del portale può essere liberare il commerciale da operazioni ripetitive per permettergli di concentrarsi sugli account e sulle trattative a maggior valore.

Conversione da richiesta di preventivo a ordine

Nei modelli commerciali più complessi aiuta a capire quanto bene la piattaforma supporti anche le fasi precedenti alla transazione.

La combinazione di questi indicatori permette di capire se il progetto sta semplicemente generando ordini online oppure sta migliorando concretamente il modo in cui l’azienda vende.

Quando evolvere il portale esistente e quando riprogettarlo

Un portale poco utilizzato non deve necessariamente essere sostituito.

Prima conviene capire perché le persone lo evitano.

A volte il problema è circoscritto: manca una funzione fondamentale, l’esperienza di riordino è troppo lenta o alcune informazioni arrivano con ritardo dal gestionale.

In altri casi emergono limiti più strutturali: architettura difficile da integrare, processi costruiti fuori dalla piattaforma, dati senza una governance chiara o tecnologia che rende costosa qualsiasi evoluzione.

L’analisi dovrebbe quindi partire dal comportamento reale:

  • quali attività avvengono già online;
  • quali restano fuori;
  • dove si interrompe il percorso;
  • quali workaround utilizzano clienti e commerciali;
  • quali attività richiedono più lavoro manuale;
  • quali dati generano più frequentemente problemi.

 

Da queste risposte è possibile capire se conviene migliorare il sistema esistente, integrare nuovi componenti o ripensare l’architettura.

La domanda più utile, quindi, potrebbe essere molto semplice:

il tuo portale B2B viene usato davvero?

Se ordini, preventivi, richieste e informazioni continuano a passare soprattutto da email, Excel e telefonate, partire dal processo attuale può essere più utile che partire da una nuova lista di funzionalità.

In Algoritma lavoriamo su progetti eCommerce B2B integrati con ERP, CRM, PIM e sistemi aziendali, analizzando prima di tutto ciò che deve succedere dietro l’interfaccia affinché il canale digitale possa funzionare nel lavoro quotidiano.

Possiamo partire dai tuoi processi, capire dove si genera attrito e valutare quali interventi hanno davvero senso.

Parliamo del tuo progetto B2B

In sintesi:

È una piattaforma digitale attraverso cui clienti business possono consultare cataloghi e condizioni commerciali, effettuare ordini e riordini, richiedere preventivi, visualizzare documenti e gestire parte della relazione commerciale con il fornitore.

Dipende dal modello commerciale, ma tra le più comuni ci sono listini personalizzati, cataloghi riservati, ordini rapidi, RFQ, workflow approvativi, storico ordini, documenti, disponibilità e integrazioni con ERP, CRM e PIM.

Spesso perché il processo tradizionale rimane più semplice. Dati poco affidabili, funzionalità mancanti, credenziali difficili da gestire o l’impossibilità di applicare le reali condizioni commerciali spingono il cliente a tornare a email e telefono.

Nella maggior parte dei progetti strutturati sì. L’ERP governa spesso prezzi, disponibilità, clienti, ordini e condizioni commerciali. L’integrazione permette al portale di utilizzare dati aggiornati e riduce inserimenti manuali e duplicazioni.

“Portale B2B” può indicare genericamente un’area digitale riservata ai clienti. Un eCommerce B2B comprende invece funzionalità specificamente dedicate al processo di vendita e acquisto tra aziende. Nei progetti più evoluti le due dimensioni tendono a convergere in un’unica piattaforma.