Come usare al meglio lo store locator

Quante volte vi siete trovati a consultare uno store locator e in quanti casi si è rivelato essere davvero utile? Forse in molti meno casi del previsto e il perché è presto detto.

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Capita spesso di consultare siti internet (soprattutto siti di e-commerce) con elaborati store locator realizzati medianti codice javascript, anche del più avanzato. Ottimi sotto molti aspetti, non c’è che dire. Ma siamo però certi che quei store locator siano realizzati al meglio e funzionali alle persone che consultano il sito?

Intanto facciamoci subito una domanda: a cosa serve davvero uno store locator? A far sapere alle persone (e magari ai concorrenti) quanti punti vendita, filiali o negozi del nostro brand possediamo o ad offrire alle persone, e quindi ai nostri potenziali clienti, un servizio degno di questo nome?

Secondo me, ma non solo secondo me (visto che per realizzare questo post mi sono ispirato ad alcune considerazioni di Luca Bove, consulente SEO nel Local Search e Digital Marketing), gli store locator sono veri e propri strumenti di Local SEO per il Franchising.

Un buon store locator ha il primario compito di asservire a quello che in gergo si dice NAP (Name – Address – Phone) ovvero la divulgazione di quelle informazioni basi utili a conoscere il nome del negozio, la sua ubicazione e il contatto telefonico.

Ma in una più ampia visione di business, un buon store locator potrebbe contribuire nel divulgare altre informazioni. Ad esempio il nome del responsabile di filiale o commerciale di zona. Gli orari di apertura (spesso differenti da punto a punto), le aree geografiche servite e così via.

Se poi pensassimo di realizzare per ogni filiale o punto vendita, una ben precisa landing-page di atterraggio, immaginate i benefici a livello SEO e le informazioni che vi si potrebbero veicolare! Tanto per cominciare potremmo dare in pasto a Google decine, se non centinaia di pagine in più. Potremmo poi aggiungere informazioni sui prodotti presenti in quel determinato punto o negozio, i differenti servizi offerti, promuovere gli eventi locali e così via.

Una delle tendenze più diffuse tra le persone oggi è quella di informasi sul prodotto grazie ad internet, per poi trovare il punto vendita più vicino a loro dove poter acquistare l’oggetto del proprio desiderio. Questo in gergo si chiama webrooming.

Rafforzare questa tendenza in alcuni casi potrebbe aiutare a contrastare lo showrooming, che è l’esatto opposto del webrooming. Ovvero informarsi in negozio per poi acquistare online. E se il negoziante in questione non possiede un e-Commerce e gli showroomers acquistano poi altrove, capite bene il danno che ne deriva.

Secondo un sondaggio svolto negli States (USA per essere chiari), i motivi per cui si preferisce essere webrooming piuttosto che showrooming sono da ricondurre principalmente a questi fattori:

  • il 47% delle persone non vogliono pagare spese di spedizione;
  • il 23% non vuole attendere i tempi di consegna;
  • il 46% vuole andare in un negozio per toccare e vedere fisicamente il prodotto prima di acquistarlo (e mi ci riconosco abbastanza);
  • il 37% nota una maggior facilità di reso in negozio se necessario.

 

La questione del “vicino a me” è un altro fattore determinante nella local strategy (perchè di questo trattasi), che si evince analizzando le ricerche online con qualunque strumento di web analytics. In molti casi sapere che vicino a me, o comunque nelle vicinanze, potrò trovare ciò che ho scelto online e determinante. Mi da sicurezza. Non devo fare molta strada, mi informo sugli orari e ottimizzo al meglio la mia esperienza di acquisto.

É vero, se il negoziante disponesse di un valido e-Commerce, potrei anche acquistarlo online direte voi! Ma qui stiamo parlando di persone che hanno altri comportamenti. Persone che l’acquisto online lo reputano non adatto a loro. Persone che non si fidano di dare i propri dati online (molte più di quante pensiate) o che semplicemente vogliono provare ciò che hanno deciso di comprare.

Io stesso l’altro giorno sono stato un vero e proprio webroomer. Ho cercato un accessorio sportivo online su un sito. L’ho confrontato con altri disponibili, ma poi l’acquisto l’ho finalizzato nel punto vendita il giorno dopo, visto che passavo di la. In altri casi (libri ad esempio) faccio l’esatto opposto. Dipende dai giorni, dalle esigenze, dalla pigrizia e così via da molti altri fattori.

Insomma, per concludere, le vendite possono avvenire in svariati modi e un adeguato store locator può essere un’ulteriore utilissima freccia al nostro arco. Non sprechiamola solo con inutili orpelli grafici e mappe inusabili.

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