E-commerce trend: cosa aspettarsi tra il 2017 e il 2018

Con un incremento del 16% rispetto al 2015 ed il raggiungimento della soglia del 5% sul totale degli acquisti retail, il mondo dell’E-commerce in Italia continua a confermare la sua costante crescita. Il 2016 è stato indice di un mercato che si sta diffondendo trasversalmente in tutta la nostra economia, dall’abbigliamento alla gastronomia, con indici destinati solo che ad aumentare.

E-commerce trend: cosa aspettarsi tra il 2017 e il 2018

In un mercato in espansione bisogna sicuramente fare i conti con un elevato numero di concorrenti, da quelli già affermati e conosciuti, a quelli che si affacciano per la prima volta al mondo dell’E-commerce.

Diventa quindi fondamentale fornire una piattaforma ed un prodotto che siano all’avanguardia e che rispondano alle domande di clienti sempre più esigenti, impazienti ed immersi in quell’immenso centro commerciale che è il web.

Vediamo una carrellata di alcuni trend che dovremmo attenderci tra il 2017 e il 2018 in ambito di commercio elettronico.

 

1. OGNI GIORNO È NATALE

Lo scorso 1 novembre Amazon ha lanciato il sito “In attesa del Black Friday”, che ha preceduto il giorno del Black Friday vero e proprio.

Dopo il successo registrato e l’essere stato seguito da numerosissimi altri E-commerce, si prevede che quest’anno ci sarà un intero mese di novembre di saldi e sconti, “Cyber November” per l’appunto.

Quello che si è notato è che spalmare gli sconti su un periodo di tempo più lungo, cambiando i prodotti interessati quasi a livello giornaliero, ha portato ad un doppio vantaggio:

  • un senso di urgenza per gli utenti, che sono spinti quindi ad effettuare gli acquisti più rapidamente;
  • ordini più distribuiti nel tempo e quindi più facilmente gestibili a livello di logistica.

 

2. ESPERIENZE PERSONALIZZATE

Ogni utente avrà accesso a contenuti unici: dai banner ai prodotti raccomandati, quello che verrà mostrato all’utente sarà influenzato dalle sue visite passate, i suoi gusti, la sua posizione geografica.

La cosa potrebbe sembrare invasiva, ma i vantaggi sono sicuramente maggiori; basta contenuti “a caso”, che sono palesemente fuori contesto, che non aggiungono nulla all’esperienza di chi naviga il sito.

Utilizzando opportune piattaforme e i dati a disposizione, per un cliente sarà come entrare in un negozio dove i commessi ti conoscono e ti chiamano per nome.

 

3. COMMESSI ARTIFICIALI

Il 2016 è stato l’anno dove si sono imposti metodi di shopping assistito, chat e collegamenti con Whatsapp per dirne due; con quest’anno si vedranno comparire le prime intelligenze artificiali al servizio dell’E-commerce: i chatbot.

Un chatbot è un software, completamente automatizzato, che risponde alle domande dell’utente riguardo ai prodotti ed è inoltre capace di indirizzarlo verso le scelte migliori (sia per lui che per il venditore) o addirittura di fornire servizi più “diretti” di vendita.

Per esempio Burger King o Pizza Hut negli Stati Uniti permettono di ordinare direttamente da Facebook Messenger e Twitter, interagendo con i loro bot.

Quali sono i potenziali impatti sull’E-commerce? Si è visto che un utente è decisamente più incline all’acquisto, con un conversion rate da 5 a 10 volte maggiore di un utente normale in seguito ad una sessione di chat e che mediamente questi utenti spendono fino al 30% in più.

 

4. MULTICANALITÀ

Nonostante sia un concetto che in paesi dove l’E-commerce è più sviluppato è già diffuso e dato per scontato, in Italia deve ancora affermarsi pienamente il concetto di esperienza multicanale.

Un utente che inizia l’acquisto dallo smartphone potrebbe terminarlo sul pc di casa e farsi recapitare la merce in un negozio fisico della catena del venditore.

Questo comporta un servizio che sia correttamente fruibile su tutti i dispositivi – teniamo conto che ora il 50% degli utenti visita il sito da mobile – e una corretta integrazione con tutte le dinamiche di gestione aziendale, dalle scorte alle vendite, dalle fatture alle spedizioni.

 

5. ADDIO PORTAFOGLIO

Apple Pay, Amazon Pay, PayPal, Satispay, sono solo alcuni dei nomi nell’ambito di pagamento elettronico che stanno portando verso transazioni senza portafoglio, eseguite senza neanche dover estrarre la carta di credito.
Integrare, sia nell’e-commerce che nei canali tradizionali, sistemi di pagamento rapidi ed efficienti porta non solo ad un incremento delle vendite, ma anche alla possibilità di meglio monitorare le transazioni e le abitudini dei propri clienti.

Considerando che in questi anni stanno emergendo tutta una serie di dispositivi adatti al pagamento – dagli smartwatch agli “anelli-carta-di-credito” e che le tecniche per rendere sicuro il riconoscimento del possessore si stanno evolvendo, integrando analisi biometriche come volto o retina, è chiaro che il mercato deve rapidamente adattarsi ed evolversi verso l’integrazione di queste soluzioni.

 

6. INTERNAZIONALIZZAZIONE

Questo punto lo metto specificamente per il nostro paese: l’Italia è terra di turismo e prodotti “made in”, apprezzati in tutto il mondo.

Non per niente l’ultimo dato ha attestato che il 44% del mercato E-commerce italiano è riferito al turismo, dall’acquisto di biglietti per i trasporti alla prenotazione di alloggi. Per non parlare di mercati come gastronomia, abbigliamento, arredamento e design, tutti in costante ascesa.

Eppure ad ora solo circa il 4% dell’export italiano è riferito all’E-commerce, come mai? La risposta si trova facilmente guardando un qualsiasi negozio digitale nostrano:

  • mancanza di traduzioni;
  • errori in gestione IVA e spedizioni;
  • nessun adattamento per usi/preferenze diversi.

 

Avendo un partner adeguato è possibile, con giuste soluzioni, andare ad interagire con quell’enorme bacino di utenti che sono gli altri paesi, che tanto apprezzano – ed acquistano – i nostri prodotti.

 

Per concludere i prossimi saranno mesi dove sarà esaltato il cliente, da quando “mette piede” nel nostro E-commerce, passando per l’acquisto e fino al possibile ritorno. Il suo percorso dovrà essere il più accompagnato ed agevolato possibile, non solo per invogliarlo a spendere di più, ma anche per trasformarlo in un cliente fidelizzato o magari in un ambasciatore che porterà nuovi clienti.

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