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Scegliere la tecnologia giusta per il tuo eCommerce non è mai una passeggiata. Oggi in Italia ci sono oltre 700 servizi tra piattaforme, sistemi di pagamento, spedizioni, intelligenza artificiale e altro ancora. Con così tanta offerta, il rischio di sbagliare è altissimo: troppe aziende scelgono “di pancia” o si lasciano guidare da mode e pubblicità, salvo poi ritrovarsi con strumenti poco adatti e problemi complessi da gestire.
Ne abbiamo parlato in un webinar organizzato insieme a Casaleggio Associati, Shopware e Webgriffe, dove abbiamo messo a nudo errori comuni, buone pratiche e consigli concreti per fare scelte consapevoli.
Guarda qui il video completo:
Come scegliere la tecnologia giusta per l’eCommerce (senza brutte sorprese)
Scegliere la piattaforma e-commerce giusta non è una passeggiata: in Italia esistono più di 700 soluzioni tra sistemi di pagamento, spedizioni, AI e molto altro. Il rischio di fare una scelta “di pancia” o farsi influenzare dalla pubblicità è alto e spesso porta a piattaforme inadatte e problemi gestionali complessi.
Nel nostro webinar, insieme a Casaleggio Associati, Shopware e Webgriffe, abbiamo analizzato errori comuni e buone pratiche per accompagnarti verso decisioni consapevoli.
Perché le scelte sbagliate sono così frequenti?
Molte aziende scelgono piattaforme basandosi su:
- “Lo usa il mio competitor”
- “Costa meno”
- “Me l’hanno consigliato”
Questi criteri nascondono bias cognitivi: si crede che la tecnologia da sola risolva tutto. In realtà, senza un team strutturato, una cultura digitale e figure chiave come eCommerce o Project Manager, nessuna piattaforma funzionerà come previsto
La ricetta giusta: consapevolezza e analisi
Non esiste la piattaforma perfetta, esiste quella più adatta al tuo business. Come capirlo? Con un approccio consapevole:
- Investi tempo e budget in workshop di analisi.
- Scrivi documenti progettuali dettagliati.
- Valuta non solo le feature, ma come la soluzione si integra con i tuoi processi.
Fare analisi costa? Sì. Ma non farle costa molto di più.
Ownership e cultura digitale: i veri ostacoli
Spesso i progetti si arenano perché in azienda manca una vera ownership: non c’è nessuno che prenda in mano il progetto e lo porti avanti con decisione. Mancano figure come l’eCommerce Manager o il Project Manager digitale, e soprattutto manca la cultura digitale interna: nessuno spiega (e vende) il progetto a tutti i reparti, generando resistenze e ostacoli.
Per esempio, l’adozione di un PIM (Product Information Management) non è solo un cambio tecnologico: è un cambio culturale che impatta marketing, vendite, logistica. Va spiegato e condiviso per funzionare davvero.
Internalizzare o esternalizzare: qual è la scelta giusta?
Altro grande tema: meglio fare tutto in-house o affidarsi all’esterno?
👉 Se l’eCommerce è il tuo canale principale, ha senso costruire un team interno forte e autonomo.
👉 Se è un canale secondario, spesso conviene affidarsi a partner esterni per restare agili e ridurre i rischi.
Molte aziende sognano di portare tutto “in casa” dopo il lancio, ma attenzione: è complesso e richiede investimenti significativi in competenze e risorse.
Evitare il conflitto di canali
Il problema è storico (Sony negli anni ’90 docet) e attualissimo: come gestire la competizione tra l’online e i canali retail/tradizionali?
Le strategie possibili:
- Creare linee prodotto dedicate solo all’online.
- Gestire il pricing per evitare cannibalizzazioni.
- Coinvolgere la rete vendita nella strategia digitale prima del lancio.
Se non lo fai, rischi frizioni interne che possono bloccare la crescita.
Agenzie: esecutori tecnici o partner strategici?
Un punto su cui siamo stati tutti d’accordo: le agenzie devono smettere di essere viste solo come “tecnici”. Serve che diventino partner strategici, capaci di aiutare il cliente già nella fase di analisi e strategia. E le aziende devono capire che la consulenza ha un valore e va inserita a budget, evitando la logica del preventivo “al buio”.
Cosa portarsi a casa dal webinar
✅ Non affidarti a scorciatoie: analizza e pianifica.
✅ Investi in cultura digitale interna e ownership.
✅ Scegli piattaforme flessibili e scalabili.
✅ Non inseguire solo la tecnologia: lavora su processi e organizzazione.
✅ Considera la consulenza come parte integrante del progetto.
Non esiste la scelta perfetta. Esiste la scelta strategica, fatta di analisi, cultura interna e partner giusti. Investire oggi nel processo decisionale giusto significa evitare errori, costi e ripensamenti domani.
In sintesi:
Quali sono gli errori principali nella scelta della piattaforma e-commerce?
Affidarsi solo al “lo usa un competitor”, al prezzo o a un consiglio non valutato. Il vero problema nasce quando non si considerano team, processi e cultura aziendale.
Quanto incide una fase di analisi preventiva nella scelta di una piattaforma e-commerce?
Investire in analisi e documenti progettuali può assorbire fino al 10‑15 % del budget, ma dimezza il rischio di fallimento, garantendo ROI nel medio termine.
Serve internalizzare sempre il team e-commerce?
Dipende: se l’e‑commerce è core, sì; ma se rimane un canale secondario, valutare partner esterni può offrire migliori risultati in termini di time-to-market e costi.
ome evitare conflitti tra canale online e offline?
Con strategie mirate di prodotto, pricing e coinvolgimento proattivo della rete vendita già in fase di pianificazione online.
A cosa serve una software house nel processo decisionale?
Una software house strategica accompagna nella fase analitica, favorisce scelte consapevoli e diventa un partner operativo più che un fornitore tecnico